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La dismorfofobia (dal greco dis – morphé, forma distorta e φόβος, phobos = timore) è la fobia che nasce da una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore, causata da un’eccessiva preoccupazione della propria esteriorità. Causa in taluni soggetti un forte stress emozionale, incapacità di tessere relazioni sociali con conseguente isolamento sociale. Sviluppa comportamenti fobico – ossessivi altamente pericolosi, inducendo spesso ad anoressia e alla bulimia semplice e nervosa. Si sviluppa nei soggetti in cui è basso il livello di autostima, adolescenti sia maschi che femmine. Può focalizzarsi sull’intero aspetto esteriore o solo su una porzione precisata di corpo. Molto spesso queste porzioni riguardano seno, capelli, cosce e fianchi per le donne; pene, testicoli, capelli per gli uomini. La malattia necessita di un’accurata terapia cognitivo-comportamentale, dato ché può portare ad idee suicide, disturbi ossessivi-compulsivi, disturbi della personalità borderline, narcisismo, fobia sociale, problemi coniugali. La terapia classica consiste in un periodo di sei mesi di una terapia psicologica, familiare cognitivo-comportamentale, associata alla somministrazione di ISRS, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. I pazienti rispondono alla terapia con diminuzione della tensione e dello stress. Nella terapia possono essere aggiunti sessioni piscoterapiche, clomipramima e pizamide. La terapia della dismofofobia va valutata in relazione alla personalità del soggetto. In base alla sua situazione può essere utile una psicoterapia ad orientamneto psicodinamico o appartenente ad altri paradigmi. Analogamente vale per l'utilizzo di psicofarmaci.Particolare attenzione deve essere posta nella comprensione del valore del sintomo. Talvolta esso è una forma di difesa estrema dalla disorganizzazione psicotica. In tal caso non deve essere oggetto di terapia ma piuttosto si tratta di operare perché la persona abbia la possibilità di un più avanzato equilibrio di personalità.
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